La nuova educazione stradale nelle scuole accoglie le autoscuole come "soggetti certificatori"

Il decreto interministeriale n. 103 del 5 giugno 2026 inserisce formalmente le autoscuole tra gli enti preposti all'organizzazione dei corsi di educazione stradale nelle scuole secondarie di secondo grado, dando attuazione concreta all'articolo 230 del Codice della Strada, recentemente modificato dalla Legge 177 del 25 novembre 2024.
Con questa nuova norma di legge le autoscuole diventano tra i pochi soggetti privati legalmente abilitati a erogare e progettare corsi di educazione alla sicurezza stradale all'interno delle scuole. Le autoscuole non fanno semplice formazione, ma partecipano alla validazione del percorso che assegna il bonus di 2 punti alla futura patente.
Cosa consigliamo di fare
Alle autoscuole interessate a fare formazione all'interno degli istituti scolastici, consigliamo di cominciare a prendere contatto con gli istituti superiori della propria zona.
Si ricorda che per l'attivazione di questi corsi non sono in genere previsti finanziamenti pubblici.
Il quadro normativo: cosa prevede la legge
Questo nuovo decreto, pubblicato sul sito del Ministero dell'Istruzione, senza necessità di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, disciplina l'individuazione dei soggetti erogatori dei corsi extracurricolari di educazione stradale, le modalità per lo svolgimento e la relativa certificazione, in attuazione dell'articolo 230, comma 2-ter, del Codice della Strada.
La norma prevede che le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (statali e paritarie) possano organizzare corsi extracurricolari, con un'incentivazione significativa: gli studenti che li frequentano con profitto possono ottenere un credito di 2 punti da aggiungere alla patente al momento del conseguimento.
A chi sono rivolti i corsi
I destinatari sono studenti e studentesse dai 15 ai 18 anni, frequentanti il secondo anno della scuola secondaria di secondo grado in poi. Si tratta di un'età cruciale: è il momento in cui i ragazzi iniziano a muoversi in autonomia, in bicicletta o in monopattino, e molti sognano già il patentino, il motorino o la moto come simbolo di indipendenza.
Realisticamente, è probabile che per molti ragazzi non sia l'educazione stradale in sé ad attrarre, quanto piuttosto la possibilità di fare un primo passo concreto verso la patente. Per le autoscuole, questa è un'opportunità per intercettare precocemente i futuri candidati e trasmettere loro, fin da subito, una cultura della sicurezza.
Obiettivi e struttura didattica
Più che un corso tradizionale, l'intento è instillare consapevolezza: la sicurezza stradale riguarda tutti e dipende dalla responsabilità individuale. Il programma è strutturato in 15 ore complessive, con gruppi di massimo 20 studenti, e si articola in quattro moduli tematici:
| Modulo | Contenuti principali | Durata |
| Principi generali in tema di educazione alla sicurezza stradale finalizzata all’acquisizione da parte degli studenti di comportamenti responsabili in quanto pedoni e conduttori di veicoli, ivi incluse nozioni relative alla conoscenza della segnaletica stradale e al rispetto delle norme della circolazione stradale | Norme di circolazione, segnaletica, comportamenti responsabili come pedoni e conduttori | 5 ore |
| Nozioni e attività pratiche e/o laboratoriali volte alla formazione in materia di percezione e prevenzione del rischio e alla conoscenza degli effetti derivanti dall’assunzione di bevande alcoliche o altre sostanze incompatibili con la guida, delle conseguenze dell’utilizzo improprio dei dispositivi elettronici e digitali e di comportamenti non corretti | Effetti di alcol, sostanze psicotrope, uso improprio di dispositivi elettronici, attività pratiche | 4 ore |
| Nozioni e attività pratiche e/o laboratoriali volte all’acquisizione dei comportamenti da adottare per la gestione delle situazioni di emergenza e di pericolo e per l’uso efficace dei dispositivi di sicurezza | Cosa fare in caso di incidente, uso corretto di cinture, casco e altri dispositivi | 4 ore |
| Formazione sui temi della mobilità dolce e sostenibile, anche al fine di promuovere la consapevolezza sugli impatti sociali e ambientali delle scelte quotidiane di spostamento e di favorire una transizione ecologica essenziale per l’ambiente, il benessere della collettività e la salute pubblica | Impatto sociale e ambientale delle scelte di spostamento, transizione ecologica | 2 ore |
Le attività prevedono una combinazione di lezioni frontali brevi, laboratori pratici e lavoro di gruppo, per mantenere alto il coinvolgimento.
Chi può erogare i corsi
Oltre alle autoscuole, possono organizzare i corsi anche:
- Organi di polizia stradale: Polizia Stradale, Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Provinciale e Polizia Municipale nei rispettivi territori di competenza
- Enti e associazioni di comprovata esperienza nella prevenzione e sicurezza stradale (es. Asaps, Fiab, Ania)
Le lezioni possono svolgersi anche presso i locali scolastici, su autorizzazione delle istituzioni scolastiche.
Il bonus di 2 punti sulla patente
Al termine del corso, la scuola rilascia una certificazione digitale, valida 5 anni, sulla base dell'attestato di frequenza "con profitto" fornito dall'ente erogatore. Al momento del conseguimento della patente, lo studente potrà presentare tale certificazione su un portale dedicato (ancora da realizzare) e vedersi accreditare i 2 punti aggiuntivi.
***Attenzione: per la definizione della procedura nel dettaglio, dovranno essere emanate una o più circolari operative di approfondimento***
Un'opportunità concreta per il futuro
L'obiettivo è chiaro: trasformare l'educazione stradale in un'esperienza concreta, coinvolgente e utile per la vita quotidiana dei ragazzi.
Il nuovo modulo didattico di SIDA EDU sarà distribuito nelle prossime settimane.
Il software è aggiornato con la struttura prevista dal decreto e fornirà agli insegnanti tutti gli strumenti necessari per svolgere le 15 ore di lezione in modo efficace, favorendo il coinvolgimento attivo degli studenti.
Per maggiori informazioni operative, le autoscuole possono rivolgersi al proprio Consulente SIDA di riferimento.
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